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Diritti fondamentali |
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L'Italia garantisce a tutti i lavoratori stranieri regolarmente soggiornanti, ed alle loro famiglie, parità di trattamento e piena uguaglianza di diritti rispetto ai lavoratori italiani.
I soggetti in possesso dello status di rifugiato e, conseguentemente, di un permesso di soggiorno per asilo possono svolgere qualsiasi attività lavorativa, sia subordinata che autonoma.
La prassi per l'assunzione è la stessa individuata per i cittadini stranieri dall'art. 5 bis comma 1 del Testo Unico per l'immigrazione L.286/98 (e succ. modificazioni) e prevede, tra l'altro, la stipula fra il datore di lavoro ed il lavoratore del contratto di soggiorno.
La differenza fondamentale rispetto agli altri lavoratori stranieri è data dal fatto che il rinnovo del permesso di soggiorno per asilo non necessita dei requisiti relativi alla dimostrazione del lavoro e dell'alloggio necessari al rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro subordinato, autonomo o per motivi di famiglia.
Tali requisiti sono invece indispensabili, insieme alla sottoscrizione del contratto di soggiorno, in caso di richiesta, da parte del rifugiato, della conversione del permesso di soggiorno per asilo, in permesso di soggiorno per lavoro subordinato o per la richiesta di carta di soggiorno.
Esiste inoltre, per i soggetti in possesso dello status di rifugiato, la possibilità di accedere ai concorsi pubblici.Si tratta di un'eccezione perchè, per poter sostenere concorsi pubblici, è necessario esserre cittadini italiani.
Nel caso di rifugiati è invece possibile perchè l'art. 17 comma 1 della Convenzione di Ginevra prevede l'applicazione della clausola della Nazione più favorita.
Gli Stati che hanno sottoscritto la Convenzione di Ginevra cioè devono accordare ai rifugiati riconosciuti il trattamento più favorevole accordato, nelle stesse circostanze, ai cittadini di un paese straniero; per quanto riguarda l'Italia gli accordi più favorevoli sono quelli sottoscritti fra lo Stato italiano e quello di San Marino che permettono ai cittadini sanmarinesi di poter accedere anche al pubblico impiego in Italia. Ai rifugiati riconosciuti, quindi, si applica per estensione tale normativa in quanto più favorevole.
L'Italia riconosce al rifugiato parità di trattamento relativamente alla tutela giurisdizionale (cioè al diritto di accedere ai Tribunali) dei diritti e degli interessi legittimi; la stessa parità di trattamento viene riconosciuta nei confronti dei rapporti con la Pubblica Amministrazione e nell'accesso ai servizi pubblici, nei limiti e nei modi previsti dalle leggi.
Per tutti gli atti relativi alla procedura di riconoscimento dello status di rifugiato e, in generale per tutti i documenti concernenti i rifugiati è consentito l'accesso ai documenti amministrativi, nei modi e con i limiti previsti dalla L.241/90 (Decreto Min.Interno n.415/94) ai fini della tutela della riservatezza dei dati.
Divieto di espulsione o di respingimento
Gli unici casi in cui un rifugiato può essere espulso o respinto alla frontiera sono:
La persona che ha ottenuto lo status di rifugiato ha diritto ai seguenti documenti: